| AUGURI AD ANNA! |
martedì 20 dicembre 2011
giovedì 1 dicembre 2011
Corso di FORMAZIONE
Domenica
27 c'è stato il primo incontro domenicale di formazione
“Attaccàti ad una
stella”
Pulsioni, bisogni … o
desideri?
Incontro di riflessione e
condivisione per adulti
con l’aiuto di Dario
Nicoli
giovedì 17 novembre 2011
domenica 30 ottobre 2011
FILM FAMILY
Come anticipato quest'anno vi propongo alcuni titoli da utilizzare come traccia del percorso del Sabato.
I titoli sono molto impegnativi pertanto richiedono una visione attenta.
Ecco i DVD che posso già imprestarvi se vi interessa:
1. LA NOSTRA VITA di Daniele Luchetti
2. IN UN MONDO MIGLIORE di Susanne Bier
3. WE WANT SEX EQUALITY di Nigel Cole
4. IO SONO CON TE di Guido Chiesa
L'elenco proposto per le analisi è più articolato e comprende oltre i titoli di cui dispongo dei seguenti FILM:
- LA PRIMA STELLA di Lucien Jean Baptiste
- AMERICAN LIFE di Sam Mendes
- IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA di Jean-Pierre e Luc Le Dardenne
- ANOTHER YEAR di Mike Leigh
- IL GIOIELLINO di Andrea Molaioli
- ANGELE E TONY di Alix Delaporte
- THE TREE OF LIFE di Terrence Malick
Se qualcuno di voi possiede il DVD/DVX di qualche titolo risponda a questo post con un commento.
Ciao
sabato 8 ottobre 2011
Incontro Responsabili AC
Sabato 08.10.2011
Dedicato a tutti i laici, adulti nella fede, perche' come tanti insignificanti cerchi nell'acqua possano cambiare tante vite!
Il piccolo stagno sonnecchiava perfettamente immobile nella calura estiva. Pigramente seduto su una foglia di ninfea, un ranocchio teneva d'occhio un insetto dalle lunghe zampe che stava spensieratamente pattinando sull'acqua: presto sarebbe stato a tiro e il ranocchio ne avrebbe fatto un solo boccone, senza tanta fatica. Poco più in là, un altro minuscolo insetto acquatico, un ditisco, guardava in modo struggente una graziosa ditisca: non aveva il coraggio di dichiararle il suo amore e si accontentava di ammirarla da lontano. Sulla riva a pochi millimetri dall'acqua un fiore piccolissimo, quasi invisibile, stava morendo di sete. Proprio non riusciva a raggiungere l'acqua, che pure era così vicina. Le sue radici si erano esaurite nello sforzo. Un moscerino invece stava annegando. Era finito in acqua per distrazione. Ora le sue piccole ali erano appesantite e non riusciva a risollevarsi. E l'acqua lo stava inghiottendo. Un pruno selvatico allungava i suoi rami sullo stagno. Sulla estremità del ramo più lungo, che si spingeva quasi al centro dello stagno, una bacca scura e grinzosa, giunta a piena maturazione, si staccò e piombò nello stagno. Si udì un "pluf!" sordo, quasi indistinto, nel gran ronzio degli insetti. Ma dal punto in cui la bacca era caduta in acqua, solenne e imperioso, come un fiore che sboccia, si allargò il primo cerchio nell'acqua. Lo seguì il secondo, il terzo, il quarto... L'insetto dalle lunghe zampe fu carpito dalla piccola onda e messo fuori portata dalla lingua del ranocchio. Il ditisco fu spinto verso la ditisca e la urtò: si chiesero scusa e si innamorarono. Il primo cerchio sciabordò sulla riva e un fiotto d'acqua scura raggiunse il piccolo fiore che riprese a vivere. Il secondo cerchio sollevò il moscerino e lo depositò su un filo d'erba della riva, dove le sue ali poterono asciugare. Quante vite cambiate per qualche insignificante cerchio nell'acqua.(di Bruno Ferrero)
Dedicato a tutti i laici, adulti nella fede, perche' come tanti insignificanti cerchi nell'acqua possano cambiare tante vite!
Il piccolo stagno sonnecchiava perfettamente immobile nella calura estiva. Pigramente seduto su una foglia di ninfea, un ranocchio teneva d'occhio un insetto dalle lunghe zampe che stava spensieratamente pattinando sull'acqua: presto sarebbe stato a tiro e il ranocchio ne avrebbe fatto un solo boccone, senza tanta fatica. Poco più in là, un altro minuscolo insetto acquatico, un ditisco, guardava in modo struggente una graziosa ditisca: non aveva il coraggio di dichiararle il suo amore e si accontentava di ammirarla da lontano. Sulla riva a pochi millimetri dall'acqua un fiore piccolissimo, quasi invisibile, stava morendo di sete. Proprio non riusciva a raggiungere l'acqua, che pure era così vicina. Le sue radici si erano esaurite nello sforzo. Un moscerino invece stava annegando. Era finito in acqua per distrazione. Ora le sue piccole ali erano appesantite e non riusciva a risollevarsi. E l'acqua lo stava inghiottendo. Un pruno selvatico allungava i suoi rami sullo stagno. Sulla estremità del ramo più lungo, che si spingeva quasi al centro dello stagno, una bacca scura e grinzosa, giunta a piena maturazione, si staccò e piombò nello stagno. Si udì un "pluf!" sordo, quasi indistinto, nel gran ronzio degli insetti. Ma dal punto in cui la bacca era caduta in acqua, solenne e imperioso, come un fiore che sboccia, si allargò il primo cerchio nell'acqua. Lo seguì il secondo, il terzo, il quarto... L'insetto dalle lunghe zampe fu carpito dalla piccola onda e messo fuori portata dalla lingua del ranocchio. Il ditisco fu spinto verso la ditisca e la urtò: si chiesero scusa e si innamorarono. Il primo cerchio sciabordò sulla riva e un fiotto d'acqua scura raggiunse il piccolo fiore che riprese a vivere. Il secondo cerchio sollevò il moscerino e lo depositò su un filo d'erba della riva, dove le sue ali poterono asciugare. Quante vite cambiate per qualche insignificante cerchio nell'acqua.(di Bruno Ferrero)
sabato 6 agosto 2011
lunedì 11 luglio 2011
Uscita in Val d'Ayas
Vabbè, non c'è stata l'adesione di massa per tanti motivi, però devo dire che nel nostro piccolo abbiamo reso onore a quella che doveva essere un'uscita di gruppo.
sabato 23 aprile 2011
Auguri di Buona Pasqua
"Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio" (Ez 37,13)
domenica 3 aprile 2011
Incontro con Filippo M. Pandolfi
Giovedì 31.03 a casa Vanoncini, abbiamo avuto l'importante occasione di dialogare con Filippo M. Pandolfi (www.senato.it) in merito all'importanza di essere cristiani di fronte agli impegni della "Polis".
E' stato suggestivo il racconto di come, a partire da una forte appartenenza all'associazione (l'Azione Cattolica nel suo caso) sia scaturita la passione per intraprendere la strada della Politica.
I maggiori spunti di riflessione nascono dalla descrizione della sua idea di "successo" dell'essere di AC negli anni '50, un'impegno che si traduce in testimonianza a partire da questi principi:
- coltivare la propria FEDE;
- forte senso di appartenenza all'Associazione;
- rigore MORALE.
Quello che inoltre mi ha colpito è il ricordo delle persone che lo hanno accompagnato nel suo cammino e che gli sono stati da guida. Per questo provo ad elencare quelli più significativi:
- Don G. Dossetti (http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Dossetti)
- Giovanni Battista Scaglia
Durante il racconto della sua esperienza abbiamo colto la sua passione per il mestiere di Parlamentare, passione che oggi con grande fatica si riesce a percepire nei racconti di cronaca politica.
Il suo impegno nei confronti dello Stato si traduceva in un continuo sforzo di studiare, capire, relazionarsi per poter sempre essere all'altezza del mandato. La sua esperienza in politica l'ha portato ad incontrare i grandi che hanno fatto la storia contemporanea, tra tutti Margaret Thatcher a cui è ancora legato da un rapporto di amicizia.
Al termine, dopo 3 ore di racconto (a testimonianza di un'invidiabile lucidità intellettuale) non ha mancato di suggerire qualche idea di come l'AC potrebbe diventare nuovamente culla di uomini e donne di fede impegnate per il Bene Comune.
Un grazie a Roberto ed Elena per l'ospitalità.
E' stato suggestivo il racconto di come, a partire da una forte appartenenza all'associazione (l'Azione Cattolica nel suo caso) sia scaturita la passione per intraprendere la strada della Politica.
I maggiori spunti di riflessione nascono dalla descrizione della sua idea di "successo" dell'essere di AC negli anni '50, un'impegno che si traduce in testimonianza a partire da questi principi:
- coltivare la propria FEDE;
- forte senso di appartenenza all'Associazione;
- rigore MORALE.
Quello che inoltre mi ha colpito è il ricordo delle persone che lo hanno accompagnato nel suo cammino e che gli sono stati da guida. Per questo provo ad elencare quelli più significativi:
- Don G. Dossetti (http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Dossetti)
- Giovanni Battista Scaglia
Durante il racconto della sua esperienza abbiamo colto la sua passione per il mestiere di Parlamentare, passione che oggi con grande fatica si riesce a percepire nei racconti di cronaca politica.
Il suo impegno nei confronti dello Stato si traduceva in un continuo sforzo di studiare, capire, relazionarsi per poter sempre essere all'altezza del mandato. La sua esperienza in politica l'ha portato ad incontrare i grandi che hanno fatto la storia contemporanea, tra tutti Margaret Thatcher a cui è ancora legato da un rapporto di amicizia.
Al termine, dopo 3 ore di racconto (a testimonianza di un'invidiabile lucidità intellettuale) non ha mancato di suggerire qualche idea di come l'AC potrebbe diventare nuovamente culla di uomini e donne di fede impegnate per il Bene Comune.
Un grazie a Roberto ed Elena per l'ospitalità.
domenica 6 febbraio 2011
giovedì 27 gennaio 2011
Il codice tra le mani - La storia siamo noi - La storia di Guido Galli
Ciao a tutti, se volete vedere o rivedere la puntata de "La storia siamo noi" dedicata a Guido Galli, questa è la pagina dove la potete trovare:
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=732
A sabato sera!
Marta
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=732
A sabato sera!
Marta
lunedì 10 gennaio 2011
OLTRE IL PESSIMISMO, CON PASSIONE
di AGOSTINO VALLINI (da Avvenire del 10.01.2011)
È pressoché comune sentire che il momento storico che vive il nostro Paese, nel contesto della vicenda internazionale, sia difficile e preoccupante. Un noto editorialista, qualche giorno fa, tracciando il bilancio dell’anno appena concluso, scriveva: «Non vanno bene le cose per l’Italia», ed elencava criticità, ritardi e difetti, invitando a dire la verità al Paese. Non gli si può dare torto. Concordano sostanzialmente gli analisti più acuti, lo conferma la gente comune, scontenta e delusa, che con fatica affronta tanti problemi ogni giorno. Sono in sofferenza ambiti essenziali del vivere sociale, primo fra tutti il lavoro, quello giovanile in particolare. È un punto critico veramente serio. Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica deve fare riflettere tutti.
Le famiglie non sono tranquille e cresce il malessere sociale. Si tocca con mano. Ma attenti al pessimismo! Lo sviluppo dell’Italia, dal dopoguerra ad oggi, frutto della laboriosità e della parsimonia del nostro popolo è fuori discussione ed è un dato culturale, ma proprio per questo le nuove generazioni sono disorientate e inquiete dinanzi alla crisi. Naturalmente la crisi è globale, nessuno lo nega, ma la giustizia sociale sbandierata da tutti, senza fatti conseguenti diventa una parola vuota, che fa crescere la rabbia e la protesta.
Perché l’analisi della situazione non resti esercitazione retorica, capace soltanto di accrescere lo sconforto e la sterile rassegnazione, a me pare che si dovrebbe avere il coraggio di andare al fondo del problema, che non è politico ma morale. Se la passione per il bene comune si affievolisce e la coscienza del dovere è sopraffatta dalla logica del proprio interesse, se dilaga la corruzione dalle forme più vistose a quelle più nascoste, se si evade tranquillamente il fisco (prassi ritenuta ormai una forma di risarcimento), se cresce la delinquenza organizzata, se c’è chi pur avendo tutto non si contenta mai, sottraendo spazi di lavoro e di guadagno a chi non ne ha alcuno, se la scaltrezza e la furbizia sembrano essere virtù necessarie per vivere nella società di oggi, se in definitiva cresce la mentalità individualista, allora si possono anche escogitare formule politiche innovative e meccanismi raffinati di coercibilità, forse si limiteranno i danni, ma il benessere della società sarà un miraggio. «Il vero problema in questo momento della storia – ha scritto il Papa – è che Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini e con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l’umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi si manifestano sempre di più».
L’immoralità affonda le sue radici nel cuore dell’uomo che si fa misura di se stesso e del suo agire («Dal cuore degli uomini escono impurità, furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza»: Mc. 7, 21–22). Se il cuore dell’uomo resta di “pietra” e non diventa di “carne”, per dirla con il profeta Ezechiele, la società non migliorerà mai. Al contrario, la moralità pubblica e privata, che genera comportamenti e stili di vita virtuosi ha bisogno di alimentarsi di Dio e della sua Parola, da cui attingere luce, energia e vita. Senza Cristo, fondamento di valori imprescindibili, non c’è salvezza per l’uomo, tutto intero, persona singola e corpo sociale. Questa credo che sia la verità ultima che vada detta anche al Paese. E, per la sua parte, la responsabilità della Chiesa è grande.
È pressoché comune sentire che il momento storico che vive il nostro Paese, nel contesto della vicenda internazionale, sia difficile e preoccupante. Un noto editorialista, qualche giorno fa, tracciando il bilancio dell’anno appena concluso, scriveva: «Non vanno bene le cose per l’Italia», ed elencava criticità, ritardi e difetti, invitando a dire la verità al Paese. Non gli si può dare torto. Concordano sostanzialmente gli analisti più acuti, lo conferma la gente comune, scontenta e delusa, che con fatica affronta tanti problemi ogni giorno. Sono in sofferenza ambiti essenziali del vivere sociale, primo fra tutti il lavoro, quello giovanile in particolare. È un punto critico veramente serio. Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica deve fare riflettere tutti.
Le famiglie non sono tranquille e cresce il malessere sociale. Si tocca con mano. Ma attenti al pessimismo! Lo sviluppo dell’Italia, dal dopoguerra ad oggi, frutto della laboriosità e della parsimonia del nostro popolo è fuori discussione ed è un dato culturale, ma proprio per questo le nuove generazioni sono disorientate e inquiete dinanzi alla crisi. Naturalmente la crisi è globale, nessuno lo nega, ma la giustizia sociale sbandierata da tutti, senza fatti conseguenti diventa una parola vuota, che fa crescere la rabbia e la protesta.
Perché l’analisi della situazione non resti esercitazione retorica, capace soltanto di accrescere lo sconforto e la sterile rassegnazione, a me pare che si dovrebbe avere il coraggio di andare al fondo del problema, che non è politico ma morale. Se la passione per il bene comune si affievolisce e la coscienza del dovere è sopraffatta dalla logica del proprio interesse, se dilaga la corruzione dalle forme più vistose a quelle più nascoste, se si evade tranquillamente il fisco (prassi ritenuta ormai una forma di risarcimento), se cresce la delinquenza organizzata, se c’è chi pur avendo tutto non si contenta mai, sottraendo spazi di lavoro e di guadagno a chi non ne ha alcuno, se la scaltrezza e la furbizia sembrano essere virtù necessarie per vivere nella società di oggi, se in definitiva cresce la mentalità individualista, allora si possono anche escogitare formule politiche innovative e meccanismi raffinati di coercibilità, forse si limiteranno i danni, ma il benessere della società sarà un miraggio. «Il vero problema in questo momento della storia – ha scritto il Papa – è che Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini e con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l’umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi si manifestano sempre di più».
L’immoralità affonda le sue radici nel cuore dell’uomo che si fa misura di se stesso e del suo agire («Dal cuore degli uomini escono impurità, furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza»: Mc. 7, 21–22). Se il cuore dell’uomo resta di “pietra” e non diventa di “carne”, per dirla con il profeta Ezechiele, la società non migliorerà mai. Al contrario, la moralità pubblica e privata, che genera comportamenti e stili di vita virtuosi ha bisogno di alimentarsi di Dio e della sua Parola, da cui attingere luce, energia e vita. Senza Cristo, fondamento di valori imprescindibili, non c’è salvezza per l’uomo, tutto intero, persona singola e corpo sociale. Questa credo che sia la verità ultima che vada detta anche al Paese. E, per la sua parte, la responsabilità della Chiesa è grande.
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