sabato 28 aprile 2012
sabato 7 aprile 2012
BUONA PASQUA
Anche noi come quei due verso Emmaus
mons. Domenico Sigalini, assistente generale AcQuesti due discepoli siamo noi, gli uomini e i giovani di oggi, che non possono più sopportare quel clima di disfatta che si respira a Gerusalemme come in tante nostre società, quell’aria pesante che definisce i momenti della sconfitta. Se ne vanno da Gerusalemme, verso cui invece Gesù era salito per portare a completezza la sua missione. Hanno perso la partita della vita e cercano di rifarsi consolandosi a vicenda per vedere dove hanno sbagliato.
Vedono tutto alla moviola, ripensano alle parole che davano significato al loro affidarsi a Gesù. Ma come abbiamo fatto a non capire che quello che ci diceva era pur bello, ma campato per aria come tutti i nostri sogni? Ti ricordi il discorso delle beatitudini? Io quella notte non ho dormito. E quando ha ribaltato le bancarelle del tempio: io mi son detto che finalmente qualcuno aveva il coraggio di fare un po’ di pulizia, perché non ce la facevo più a vedermi Dio trattato a suon di monete, come un affare. A me è caduta la pietra di mano davanti a quell’adultera. C’ero anch’io. Mi ha sconvolto.
Ma quella sera di Pasqua si davano la colpa l’un l’altro, si scaricavano addosso le frustrazioni, le ingenuità, le delusioni. Tagliavano a fette il proprio malumore Cercavano il colpevole della propria difficoltà, anziché guardare oltre e assieme per uscirne. Il Divisore, che noi chiamiamo diavolo, è specializzato nel dividere per non far crescere, né uscire dalle difficoltà. Ma di bello c’era che erano in cammino: camminare è assolutamente essenziale. Bisogna muoversi: noi siamo troppo statici, fasciati nei nostri loculi: lo stereo, la parabolica, il computer, i DVD, la playstation, il pub, il giro di amici, la corazza, la mamma con 10 emme, la doccia, il gel.
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