giovedì 27 gennaio 2011

Il codice tra le mani - La storia siamo noi - La storia di Guido Galli

Ciao a tutti, se volete vedere o rivedere la puntata de "La storia siamo noi" dedicata a Guido Galli, questa è la pagina dove la potete trovare:
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=732
A sabato sera!
Marta

lunedì 10 gennaio 2011

OLTRE IL PESSIMISMO, CON PASSIONE

di AGOSTINO VALLINI (da Avvenire del 10.01.2011)

È pressoché comune sentire che il mo­mento storico che vive il nostro Paese, nel contesto della vicenda internazionale, sia difficile e preoccupante. Un noto edi­torialista, qualche giorno fa, tracciando il bilancio dell’anno appena concluso, scri­veva: «Non vanno bene le cose per l’Italia», ed elencava criticità, ritardi e difetti, invi­tando a dire la verità al Paese. Non gli si può dare torto. Concordano sostanzial­mente gli analisti più acuti, lo conferma la gente comune, scontenta e delusa, che con fatica affronta tanti problemi ogni giorno. Sono in sofferenza ambiti essen­ziali del vivere sociale, primo fra tutti il la­voro, quello giovanile in particolare. È un punto critico veramente serio. Il messag­gio di fine anno del Presidente della Re­pubblica deve fare riflettere tutti.

Le famiglie non sono tranquille e cresce il malessere sociale. Si tocca con mano. Ma attenti al pessimismo! Lo sviluppo dell’I­talia, dal dopoguerra ad oggi, frutto della laboriosità e della parsimonia del nostro popolo è fuori discussione ed è un dato culturale, ma proprio per questo le nuove generazioni sono disorientate e inquiete dinanzi alla crisi. Naturalmente la crisi è globale, nessuno lo nega, ma la giustizia sociale sbandierata da tutti, senza fatti con­seguenti diventa una parola vuota, che fa crescere la rabbia e la protesta.

Perché l’analisi della situazione non resti esercitazione retorica, capace soltanto di accrescere lo sconforto e la sterile rasse­gnazione, a me pare che si dovrebbe ave­re il coraggio di andare al fondo del pro­blema, che non è politico ma morale. Se la passione per il bene comune si affievolisce e la coscienza del dovere è sopraffatta dal­la logica del proprio interesse, se dilaga la corruzione dalle forme più vistose a quel­le più nascoste, se si evade tranquillamente il fisco (prassi ritenuta ormai una forma di risarcimento), se cresce la delinquenza or­ganizzata, se c’è chi pur avendo tutto non si contenta mai, sottraendo spazi di lavo­ro e di guadagno a chi non ne ha alcuno, se la scaltrezza e la furbizia sembrano es­sere virtù necessarie per vivere nella so­cietà di oggi, se in definitiva cresce la men­talità individualista, allora si possono an­che escogitare formule politiche innovati­ve e meccanismi raffinati di coercibilità, forse si limiteranno i danni, ma il benes­sere della società sarà un miraggio. «Il ve­ro problema in questo momento della sto­ria – ha scritto il Papa – è che Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini e con lo spe­gnersi della luce proveniente da Dio l’u­manità viene colta dalla mancanza di o­rientamento, i cui effetti distruttivi si ma­nifestano sempre di più».

L’immoralità affonda le sue radici nel cuo­re dell’uomo che si fa misura di se stesso e del suo agire («Dal cuore degli uomini e­scono impurità, furti, omicidi, adulteri, a­vidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza»: Mc. 7, 21–22). Se il cuore dell’uomo resta di “pietra” e non diventa di “carne”, per dirla con il profeta Ezechiele, la società non mi­gliorerà mai. Al contrario, la moralità pub­blica e privata, che genera comportamen­ti e stili di vita virtuosi ha bisogno di ali­mentarsi di Dio e della sua Parola, da cui attingere luce, energia e vita. Senza Cristo, fondamento di valori imprescindibili, non c’è salvezza per l’uomo, tutto intero, per­sona singola e corpo sociale. Questa cre­do che sia la verità ultima che vada detta anche al Paese. E, per la sua parte, la re­sponsabilità della Chiesa è grande.