lunedì 17 dicembre 2007
III incontro (Presentazione del progetto "Aiutamoli a vivere")
Cosa è successo a Chernobyl?
La centrale di Cernobyl consisteva di quattro reattori nucleari del tipo RMBK realizzati fra il 1970 e il 1983 e in funzione dal 1977 (il primo) e dal 1984 (il quarto e ultimo). Nel 1986 erano in costruzione altri due reattori dello stesso tipo, che avrebbero dovuto incrementare l'attivita' della centrale. [RMBK e' un reattore ad acqua leggera moderato con grafite; si tratta di un tipo di reattore che era utilizzato solo nelle centrali nucleari dell'allora Unione Sovietica. La sua caratteristica principale e' quella di possedere un "coefficiente positivo vuoto", vale a dire che a livelli elevati di potenza non si verificano variazioni di energia e quindi non si produce un surriscaldamento del combustibile, ma a potenze basse il reattore diventa instabile e soggetto a impulsi improvvisi di energia. Il controllo della potenza pertanto e' elemento indispensabile per la sicurezza del reattore e questo fu uno dei fattori importanti nella vicenda dell'incidente del 1986.] Il 25 aprile 1986 - era venerdi' - il reattore dell'unita' quattro doveva essere fermato per un intervento di manutenzione programmata; si decise allora di approfittare di questa circostanza per eseguire un esperimento sulle parti non nucleari del reattore: si voleva verificare se, in caso di perdita di potenza, una delle due turbine poteva fornire sufficiente energia elettrica per far funzionare il circuito di emergenza e le pompe di circolazione dell'acqua di raffreddamento.L'esperimento non era nuovo, anche se fino ad allora non aveva prodotto esiti significativi e, anzi, proprio per questo motivo veniva ripetuto; ma in quella circostanza si verifico' una pericolosa carenza di informazioni nel personale incaricato dell'esperimento, inconsapevole delle ricadute nucleari del proprio operato in ambito elettrico, e una tragica sottovalutazione delle procedure di sicurezza. Per quel tipo di prova il reattore - essendo stato disattivato il sistema di raffreddamento di emergenza del nucleo del reattore - doveva essere stabilizzato a una potenza di 1000 MW, ma alle 23.00 circa del 25 aprile la potenza era caduta a 30 MW e solo due ore dopo, intorno all' 01.00 del 26 aprile, grazie a un complicato intervento manuale degli operatori che di fatto cancello' i sistemi automatici in grado di bloccare il reattore, la potenza era stabilizzata a circa 200 MW. La drastica diminuzione di acqua di raffreddamento accentuo' l'effetto di "coefficiente positivo vuoto" che rese gravemente instabile il reattore, determinando un aumento repentino di potenza, fino a 100 volte la potenza teorica del reattore. Cosi', alle ore 01.23 del 26 aprile 1986, nel reattore n° 4 di Cernobyl si verificarono due tremende esplosioni, che distrussero il nucleo e il tetto protettivo del reattore stesso, provocando la fuoriuscita di detriti della grafite caldi, altamente radioattivi, e di una nube di fumo causata dai prodotti radioattivi della fissione. I componenti piu' pesanti della nube - innalzatasi per circa 1 km nell'aria - si sono depositati a terra nei dintorni della centrale, ma quelli piu' leggeri sono stati trasportati dal vento in direzione nord-ovest. Intanto gli incendi provocati dalle esplosioni avevano completamente distrutto il reattore. Complessivamente si calcola che furono immessi nell'atmosfera 100 milioni di radionuclidi (xeno, iodio, cesio 134 e 137 ecc.). Si e' calcolato inoltre che la quantita' di radionuclidi a lunga durata fuoriusciti a causa dell'incidente di Cernobyl fu di circa 600 volte superiore a quella prodotta dalla bomba atomica di Hiroshim. Subito intervennero oltre 100 vigili del fuoco dalla vicina (3 km) citta' di Pripyat e alle 05.00 del mattino del 26 aprile gli incendi erano pressoche' domati, ma cresceva il rogo della grafite, causa della dispersione di radionuclidi nell'aria, tanto piu' pericoloso e grave in quanto non si conoscevano esattamente i sistemi di intervento contro questo rischio. Solo il 9 maggio il rogo si spense e si pote' iniziare la costruzione di una struttura protettiva intorno alle rovine del reattore n°4, il cosiddetto "sarcofago" [il "sarcofago" e' il soprannome della struttura che e' stata realizzata, dopo l'incidente, attorno al reattore n° 4 di Cernobyl. Si tratta di una struttura in cemento armato, realizzata fra il maggio e il novembre del 1986, con lo scopo di ridurre le possibilita' di emissione di radionuclidi. Era una soluzione provvisoria, ma di fatto e' rimasta l'unica per piu' di dieci anni, suscitando numerosi dubbi in merito alle sue potenzialita' di durata e resistenza.] Tre persone morirono immediatamente, altre 28 nei giorni successivi, a causa dell'incidente; 237 persone furono colpite da sindrome acuta di radiazione. Ma ben piu' gravi sono state le conseguenze a lungo termine: il 23 per cento del territorio della Bielorussia e' stato contaminato (come pure il 4,8 per cento dell'Ucraina e lo 0,5 per cento della Russia) e, a livello socio-sanitario, si e' registrato un sensibile incremento di forme tumorali, specialmente nei bambini, e una rilevante diffusione di problemi psicologici: uno studio autorevole a livello internazionale ha definito "lo stress mentale causato dalla paura di possibili effetti deleteri delle radiazioni sulla salute" come la conseguenza piu' devastante dell'incidente di Cernobyl. Le autorita' russe decisero, seppur con ritardo - nella mattinata del 27 aprile - di far evacuare la citta' di Pripyat che contava 49.000 abitanti, e in seguito tutti coloro che abitavano nella cosiddetta zona "30 chilometri", vale a dire le oltre 130.000 persone che vivevano nel raggio di 30 km attorno a Cernobyl. Intanto nessuna notizia era stata data ufficialmente dal governo russo in merito a quanto accaduto: l'allarme internazionale scatto' soltanto il 28 aprile quando i sistemi di rilevazione di radiazioni della centrale di Formarsk in Svezia registrarono un improvviso aumento di radioattivita' proveniente dall'URSS. Solo a questo punto, alle 19.30 di lunedi' 28 aprile 1986, l'agenzia di stampa sovietica Tass annuncio' pubblicamente che si era verificata una "avaria" alla centrale nucleare di Cernobyl, precisando che non c'erano vittime e che tutto era sotto controllo. In realta' non era cosi': il fall-out (cioe' la dispersione di particelle radioattive nell'atmosfera) prosegui' fino al 10 maggio e l'azione dei venti favori' la diffusione della nube radioattiva al di fuori del territorio sovietico nei giorni successivi al 26 aprile: il 27 e il 28 aprile furono colpite la Germania, la Polonia e i Paesi Scandinavi, il 30 aprile fu raggiunta l'Italia, poi la nube si sposto' verso nord-ovest.
giovedì 13 dicembre 2007
Testo per la Lectio (III incontro)
- Sabato 15 dicembre (Mt 17,10-13)
Elia è già venuto, e non l'hanno riconosciuto
+ Nel discendere dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: “Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?” Ed egli rispose: “Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro”. Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista.
- Domenica 16 dicembre (Mt 11,2-11)
Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?
+ In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».
martedì 4 dicembre 2007
Programma del III incontro
"Due incontri fa, il buon Vanoncini disse che sarebbe stato bello affiancare al percorso che stiamo facendo un "servizio" che riguardasse l'aspetto dell'azione, del dedicarsi agli altri, della testimonianza più evidente.
Durante una festa di compleanno dei 40 anni a casa di un'amica, Silvia ed io siamo stati avvicinati da una coppia senza figli, lei si chiama Alice Pacchiani mia vecchia conoscente del liceo ed ex nostra parrocchiana che si è sposata e vive ora nella parrocchia di S. Paolo con suo marito altro compagno del liceo del sottoscritto. Da qualche anno stanno vivendo una bella esperienza di ospitalità, per 5 settimane l'anno (il mese di settembre e la prima di ottobre), di bambini bielorussi di 6-7 anni che vengono per 2 anni consecutivi in Italia a vivere un'esperienza di "occidente" .... mi è sembrata una bella ed interessante esperienza, centrata su ciò che stiamo vivendo, alla nostra portata da condividere con il gruppo per una eventuale e libera nostra disponibilità futura. Avrei invitato il Dott. Parietti Gianfranco responsabile dell'organizzazione, Alice e suo marito la sera del 15 dicembre per raccontarci la loro esperienza, l'impegno che richiede e le motivazioni che spingono queste persone a dare la propria disponibilità.
In virtù di questo invito e in coerenza con quanto deciso nei precedenti incontri potremo pensare la serata del 15 in questo modo:
convocazione ore 18.00 al tempio per la S. Messa prefestiva celebrata da Don Alessandro. L'omelia di Don Alessandro e il Vangelo, letto durante la celebrazione, serviranno per la riflessione seguente che continuerà dalle 19.20 alle 20.30 al Centro o a casa di qualche volontario (se non erro si erano resi disponibili Elena e Roberto). Alle 20.30 possiamo iniziare la cena e alle 21.30 dare spazio alla testimonianza delle persone invitate. Inviterò le persone fin dall'inizio del programma lasciandoli ovviamente liberi comunque di raggiungerci solo alle 21.30."
Per la cena lasciate i messaggi nei commenti in modo da far sapere a tutti cosa portate.
domenica 11 novembre 2007
Spunti di riflessione (2° incontro)
Ecco alcuni appunti sul commento di Don Alessandro per poter aiutare a riflettere durante questo mese e soprattutto per chi non c'era, di avvicinarsi al testo ed essere aiutato nel percorso comune.
Chiunque è invitato a lasciare il proprio contributo.
- Gesù nel Vangelo ci ricorda che "E' più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che un ricco nel regno di Dio" , ma in un'altro brano del Vangelo possiamo leggere che ciò che è impossibile agli uomini non è impossibile a Dio.
- Zaccheo, prima dell'incontro con Gesù, non si conosceva veramente.
- Gesù con il suo incontro "salva" anche colui che sembrava non avere possibilità perchè pubblicano e ricco.
- La folla non comprende il gesto di Gesù perchè non è capace di guardare in profondità. Coloro che pensano di essere giusti guardano e giudicano la vita degli altri secondo i propri schemi di "perfezione" e non aiutano l'altro a riscoprire se stesso.
- Per ciascuno di noi c'è una grande difficoltà nell'accetarsi per quello che si è, Gesù però vede più lontano e da' la possibilità ogni volta di ricominciare.
Se dall'incontro con il Signore ho ricevuto il perdono, in che modo posso trasferire ciò che ho ricevuto agli altri, nelle relazioni, nelle azioni? Come posso fare sentire lo stesso sguardo di Dio sulla loro vita?
Ci vediamo alla prossima: Sabato 15 Dicembre ore 18.00 alla S.Messa
martedì 30 ottobre 2007
Testi per il II incontro
Come promesso in queste pagine troverete i brani del Vangelo su cui Don Alessandro preparerà l'incontro e ci confronteremo in merito alle nostre esperienze di cristiani.
- Domenica 04 novembre (Lc 19,1-10)
+ In quel tempo, Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: “È andato ad alloggiare da un peccatore!”. Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io dò la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”. Gesù gli rispose: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.
- Domenica 11 novembre (Lc 20,27-38)
+ In quel tempo, si avvicinarono alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione], e posero a Gesù questa domanda: “Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli. Da ultimo anche la donna morì. Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie”. [Gesù rispose: “I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell’altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui”.
lunedì 8 ottobre 2007
Primo incontro
1. per i temi dei prossimi incontri si può fare riferimento ai vari suggerimneti che furono proposti l'anno scorso cercando dove possibile di mantenere un filo conduttore;
2. per quest'anno ci si affida alla modalità "lectio" come impostazione degli incontri;
3. per la scelta del testo su cui fare la "lectio" ci sono due possibilità che elenco (vi invito ad accedere alla sezione del sondaggio):
- Testo del Nuovo Testamento (come prima proposta si è deciso di lasciare a Don Alessandro la scelta prendendo spunto anche dalle letture della Domenica prima o dopo l'incontro)
- Libro suggerito dai partecipanti del gruppo (vi invito a proporre dei titoli nella sezione commenti) come guida.
Tutti concordano con il calendario presentato compresa l'idea dell'incontro infra-settimanale.
Ringrazio tutti per la partecipazione.
Alla prossima!
domenica 7 ottobre 2007
mercoledì 3 ottobre 2007
Lancio nuovo anno
rieccoci per il nuovo anno a proporre il cammino di AC adulti.
Quest'anno con Marta e Paolo abbiamo provato ad imbastire un calendario per permettere a tutti di tenere libere le date in modo da facilitare la frequentazione del gruppo e del percorso.
Il calendario contiene anche l'impostazione di ogni incontro senza ovviamente i dettagli che verranno di volta in volta definiti tra di noi.
Primo incontro:
domenica 7 ottobre - alle ore 19.00 al Tempio per la celebrazione della Messa, poi cena e incontro di avvio presso l'oratorio.
Le altre date sono:
mercoledì 7 novembre - ore 20.45 : incontro
sabato 15 dicembre - ore 18.00 messa, poi cena e incontro
mercoledì 15 gennaio - ore 20.45 : incontro
sabato 23 febbraio - ore 18.00 messa, poi cena e incontro
mercoledì 2 aprile - ore 20.45 : incontro
sabato 17 maggio - pellegrinaggio (programma da definire)
metà giugno - uscita vacanziera per chiusura
News: Quest'anno ci seguirà durante il cammino Don Alessandro.
Non mi rimane che augurarvi buona settimana. A domenica.
Nota tecnica: per la cena di domenica è già tutto organizzato (portate solo le bibite, grazie)
un abbraccio,
Antonio



