
Coltiviamo la virtù della quotidianità che è il clima della casa, dove la festa si nutre della verità dei giorni feriali e li conferma nel loro profondo significato. Una Chiesa della quotidianità, radicata sul territorio, ma soprattutto radicata nel vivere quotidiano delle persone: nelle loro gioie e nei loro dolori, nel loro lavoro e nelle loro passioni, nel loro desiderio d’amore e nei loro sacrifici, nelle loro speranze e nelle loro angosce, nelle loro intimità e nelle loro estraneità. Mai per desiderio di potere, di pesare sul piatto del mondo, ma perché il suo Signore si è radicato fino a morire, nella vita e nella morte degli uomini.
Coltiviamo la virtù dell’intimità, cioè la cura di relazioni semplici e vere, cominciando dal riconoscerci cristiani gli uni gli altri non per rinfacciarcelo, diventando giudici gli uni degli altri, ma perché in relazioni vere e impegnative, riconosciamo nel frammento di ciascuno un segno della presenza liberante e vivificante del Signore Gesù, che già ora è capace di trasformare la storia, cominciando da noi, da questa casa. Non esiste possibilità di esperienza di Chiesa e quindi di Cristo comunicatore di vita, se non a partire da relazioni semplici, vere, impegnative, amicali in cui la storia evangelica diventa la nostra storia.
Vangelo
Luca - Capitolo 19,1 – 10
(1)Entrato in Gerico, attraversava la città. (2)Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, (3)cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. (4)Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. (5)Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». (6)In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. (7)Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E' andato ad alloggiare da un peccatore!». (8)Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». (9)Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; (10)il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
1. Casa come Chiesa (Samuele)
2. Casa come Tana (Kafka)
3. Casa come Giardino (Genesi)
4. Casa e Donna (Accoglienza)
5. Casa come Spazio-Mondo-Terra (Universalità)
In questo secondo anno, che ci apprestiamo a vivere, l’attenzione è posta in particolare sul tema delle relazioni e degli affetti. La santità laicale diventa un cammino che matura all’interno di una comunità (familiare, associativa, parrocchiale …), grazie a una rete di relazioni autentiche, arricchite continuamente dal dialogo e dall’incontro con gli altri.
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